Consigli lesti e onesti

“Il segreto di Ippocrate” – I. Bignozzi / “Ipazia” – A. Petta, A. Colavito

IL SEGRETO DI IPPOCRATE – I. Bignozzi

CASA EDITRICE: La Lepre Edizioni

COLLANA: Visioni

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO DEL CARTACEO: €20,00

PAGINE: 333

“Non per fato, ma per scienza.”

Una volta giunti alla fine del lungo e arduo percorso di studi, i medici-chirurghi e odontoiatri usano consacrarsi alla medicina prestando il “Giuramento di Ippocrate”, testo attribuito all’omonimo maestro di Kos che vede fissati i principi a cui deve attenersi colui che cura.

Da alcuni anni il testo è stato modificato e modernizzato ma i fondamenti restano gli stessi: rispetto del prossimo, sacrificio, impegno, umanità, difesa della vita e umiltà.

Ma chi fu Ippocrate – o, meglio, Hippokrátes? Nell’immaginario della Bignozzi, è il medico stesso a narrare la propria storia – tra flashback e racconto presente – dall’infanzia alla vecchiaia, al suo pupillo Pòlybos.

“È bello per me sentir parlare il tuo cuore, qualche volta, oltre che il tuo intelletto. Chissà quante memorie porti con te. Mi piacerebbe conoscerle, per provare a somigliarti.”

Nato in una famiglia amorevole ed estremamente agiata e di nobili natali, Hippokrátes cresce sull’isola di Kos, un locus amoenus completamente immerso nella natura. Le giornate scorrono liete tra avventure e scoperte con l’amico Timàs e le lezioni con il maestro Aliphotes. Il giovane mostra una spiccata propensione agli studi, è perspicace, brillante, e spera di poter eguagliare il padre, Heraclìdes, uno dei medici più colti dell’epoca. 

Come la stessa autrice ci spiega nella postfazione, i fatti principali della vita del grande medico si attengono alla veridicità storica, mentre tutta la parte personale è frutto della sua immaginazione. Con grazia, delicatezza e tanta dolcezza, Isabella Bignozzi dipinge Hippokrátes, figura cardine della storia, e ciò che emerge è un bambino, ragazzo e poi uomo votato all’amore per il prossimo, alla volontà di lenire le sofferenze, all’impegno per raggiungere obiettivi sani e costruttivi e, soprattutto, all’empatia.

È un personaggio così tangibile, profondo. L’autrice mette in atto un vero e proprio Entwicklungsroman, un romanzo di formazione, di crescita, primi amori, delusioni, scoperte, dolore costruttivo. La prosa estremamente poetica, vibrante e armoniosa, inoltre, rende in maniera vivida un mondo ormai perduto, a contatto con la natura, i suoi cicli e la sua pura e incontaminata bellezza. Sembra di essere davvero sull’isola di Kos, cullati dalla brezza marina e circondati da frutteti e campi profumati, e in tutti gli altri luoghi descritti nel libro.

“Non ebbi divina forza, non fui un eroe nel combattimento, né uno scaltro sofista o uno strabiliante atleta, e neppure un maestro nell’arte. Ma ebbi la capacità di osservare un uomo, sentire il suo male. Vedere la via per guarirlo, l’uscita dal labirinto.”

Un grande medico si riconosce non solo dalla sua conoscenza, ma dalla pienezza del suo cuore, dal suo desiderare il bene degli altri e dalla sua capacità di amare ed essere umile. 

“Siamo solo uomini e lottiamo contro Mali che non sempre conosciamo completamente. Agisci sempre con mente lucida e cuore puro, altro non puoi fare. Abbi fede e coraggio, e il tuo paziente guarirà.”

CONSIGLIATISSIMO!!!

 

IPAZIA. VITA E SOGNI DI UNA SCIENZIATA DEL IV SECOLO – A. Petta, A. Colavito

CASA EDITRICE: La Lepre Edizioni

COLLANA: I Tascabili

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €9,90

PAGINE: 335

“Siamo dei piccoli soli che studiano e investigano sul come e sul perché bruciano ed emettono luce.” 

Lo scontro millenario tra Scienza e Religione ha mietuto, nel corso del tempo, innumerevoli e innocenti vittime. Una tra tutte, Ipazia di Alessandra.

“Ipazia non è solo una donna eccezionale: è qualche altra cosa. Lei sta in mezzo a noi unicamente perché adesso sta vivendo in questo mondo, ma appartiene a un’altra dimensione, a uno di quei mondi infiniti di cui parla Democrito.”

Chi era costei? Come ci illustra lo stesso Petta nell’introduzione, “Ipazia era l’erede della Scuola alessandrina, la più importante comunità scientifica della storia dove avevano studiato Archimede, Aristarco di Samo, Eratostene, Ipparco, Euclide, Tolomeo e tutti i geni che hanno gettato le fondamenta del sapere scientifico universale.”

Nella prima parte del libro, Petta ci fa conoscere Ipazia attraverso la voce narrante di Shalim, figlio di un venditore di papiri e dalla mente geniale, che si unisce al Centro Studi guidato dalla ragazza e da suo padre Teone. 

Vittima del fondamentalismo religioso, del patriarcato e della lotta alla conoscenza perpetrata dalla” neonata” Chiesa cattolica, la colpa di Ipazia fu quella di essere una donna estremamente colta che professava il libero pensiero, l’uso della ragione e l’amore per la ricerca scientifica. Accusata di stregoneria e vista come ultimo baluardo del paganesimo che impediva al Cristianesimo di diffondersi, fu barbaramente e indicibilmente trucidati (il solo pensarci mi fa stare ancora male) e poi bruciata nel 415 d.C. e – in un feroce tentativo di damnatio memoriae – tutti gli scritti di questa incredibile figura andarono persi. Sappiamo però per vie traverse, commenti e frammenti che fu una delle menti più brillanti della sua epoca (e di tutti i tempi): matematica, filosofa neoplatonica, astronoma, musicologa, realizzò strumenti come l’astrolabio, l’idroscopio e l’aerometro, essenziali per gli studi scientifici. Fino alla fine fu fedele a sé stessa e ai propri principi saldi e ferrei.

“Se ci facessimo comprare, non saremmo più liberi.”

Nella seconda parte del libro, con uno stile quasi onirico, Colavito dà voce alla giovane studiosa, ai suoi sogni, alla sua missione, alle sue ricerche.

“Io voglio dedicarmi completamente alla mia missione: lo studio del mondo che mi circonda, del mondo che dentro di me, e voglio mettere i risultati di queste mie ricerche al servizio della gente […] di tutte le razze e religioni del mondo intero!” 

CONSIGLIATO!

Entrambi in collaborazione con La Lepre Edizioni.

5 thoughts on ““Il segreto di Ippocrate” – I. Bignozzi / “Ipazia” – A. Petta, A. Colavito

  1. Ciao Daniela, molto bella la presentazione di questi die saggi, complimenti! 🙂
    Non conoscevo il saggio s Ippocrate; al contrario, conosco quello su Ipazia, per averlo visto in giro in più di un’occasione, ma non l’ho ancora cquistato. Ivece, sempre su questo meraviglioso personaggio della Storia, ho un altro saggio, “Ipazia”, di Silvia Ronchey, che acquistai sulla scia di un articolo letto su una rivista di astronomia, e mi piacque molto.
    Buon pomeriggio. ❤

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    1. Grazie come sempre, Luca! Non sono due saggi però. Sono le vite romanzate di Ipazia e Ippocrate, così come gli autori le hanno ricostruite/immaginate. 😊 Grazie di cuore per avermi suggerito il libro della Ronchey! Buona serata, un abbraccio! 😉

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      1. Ciao Daniela, grazie per la precisazione! 😉 Parlando di romanzi, allora, ne ho uno su Ipazia; si tratta di “Ipazia muore”, di Maria Moneti Codignola, che acquistai dopo aver letto quell’articolo sulla rivista di astronomia; lo ricordo interessante; se non altro, riuscì a darmi qualche notizia in più su quella scienziata greca. Buona serata, un abbraccio anche a te! 😉

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