Consigli lesti e onesti

“I roghi delle streghe” – A. Micheli

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CASA EDITRICE: CARAVAGGIO EDITORE

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2008

PREZZO DEL CARTACEO: €8,00

PAGINE: 66

Uno dei genocidi più efferati della storia europea che spesso viene messo in secondo piano e al quale non si dà la giusta importanza è la caccia alle streghe, lo sterminio sistematico e gratuito di milioni di donne (e non solo), accusate dai vari tribunali religiosi di essere in combutta con il diavolo, di riunirsi in congreghe per fare malefici e corrompere le anime.

In poche parole, di essere streghe, nell’accezione più negativa del termine.

In quattro capitoli, la Micheli spiega in modo chiaro e conciso la genesi dell’accanimento contro le “donne succubi del diavolo”, viste non più come le guaritrici, bonae foeminae e generose depositarie di una sapienza matriarcale delle culture precedenti alla nascita delle religioni monoteiste; ci illustra la fusione che la Chiesa compì tra stregoneria ed eresia e i conseguenti, metodici stermini e persecuzioni, dilagati poi in maniera ossessiva e sfrenata per i secoli a venire a seguito della Peste nera del triennio 1347-1350.

Nove milioni e mezzo di persone morte in nome di una scriteriata e ignorante caccia all’oscuro, al malefico, al diverso. Un genocidio perpetrato tanto dalla Chiesa cattolica quanto da quella Protestante.

“Si parla di concezioni religiose, si parla di tradizioni culturali ma, entrambe, nascondono il rifiuto e la paura del femminino.”

Questo breve saggio – un pochino superficiale, che ad ogni modo lascia curiosità per l’argomento – risulta essere un lucido manifesto femminista che cerca di legittimare, riportare in vita e ridare dignità al femminino, la cultura del femminile (tra cui tradizioni millenarie tramandate di madre in figlia, elevate conoscenze mediche e curative, il fortissimo legame con la natura), da sempre vessata, oscurata, demonizzata, oppressa e censurata dall’imperante controparte maschile e patriarcale.

“Tornare a scavare tra le ceneri di milioni di donne uccise perché scomode, sapienti e libere, significa riprendere quella cultura perduta, rifiutata dal potere laico ed ecclesiastico, banalizzata, nascosta, derisa ma che, tuttavia, ci appartiene.”

Interessante, godibile, un saggio che fa riflettere.

In collaborazione con Caravaggio Editore.  (https://www.caravaggioeditore.it)

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