Consigli lesti e onesti

“Animali per esperti” – E. Menasse

CASA EDITRICE: BOMPIANI

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: € 18,00

PAGINE: 288

TRADUZIONE: FRANCESCA GABELLI

Partendo da brevissime curiosità riguardanti il mondo degli animali e degli insetti, Eva Menasse ci presenta racconti lunghi, inesorabili, caustici, cinici, storie particolari ma comunque semplici, dal sapore di quotidianità, con personaggi disillusi, amareggiati e stanchi che potrebbero essere nostri amici, nostri vicini, o magari proprio noi stessi.

Non volendo scrivere una recensione lunga e tediosa parlando di ogni singolo racconto, preferisco soffermarmi su di uno in particolare, “Farfalla, ape, coccodrillo”, che a mio avviso racchiude le tematiche principali di tutta la raccolta. 

La famiglia allargata di Georg e sua moglie Tom parte per una vacanza in un resort in Turchia, cercando di lasciarsi alle spalle i problemi quotidiani almeno per qualche giorno. Per tutto il racconto aleggia il ricordo di Martin, amico storico di Tom, morto di cancro pochi giorni prima.

“La malattia è molto più casuale: una cellula fa ops, due anni dopo si combatte e poi si finisce nel freezer. E i vecchi amici fanno una vacanza in un villaggio con l’acquascivolo in Turchia.”

Forte è la discrepanza tra la presunta spensieratezza che un esotico resort con parco giochi annesso dovrebbe dare e la realtà. La Menasse infatti, da brava e metodica tedesca, ci offre la radiografia inesorabile di una famiglia allargata qualunque, dei sospetti, dei litigi tra fratellastri, delle nevrosi quotidiane alternate alle problematiche in un contesto particolare quale le vacanze. 

Entriamo a gambe tese nella vita frenetica di Tom, madre e matrigna a tempo pieno, impegnata tra casa, marito e figli. Una routine che però, comparata alla sorte del suo amico Martin, appare preziosissima.

“Quando Martin si era ammalato, proprio quella quotidianità che lui non aveva mai avuto le era sembrata dorata. Vedere i bambini crescere. Fare un panino e sapere che se ne potevano fare ancora migliaia.”

Tom è un personaggio vivido, reale, con le paure, ansie e idiosincrasie che ogni madre e moglie ha. Non osa guardare al passato come ad un periodo più felice, tentando disperatamente di sperare nel futuro, ma inevitabilmente la sua mente – in un periodo poco soddisfacente e incerto – fa voli pindarici, torna indietro o si perde in fantasie e sogni mai realizzati.

“Nella testa di Tom la voce di Martin dice: idillio familiare menzognero. Tom risponde mesta: è raro che sia così idilliaco. Per la maggior parte del tempo, infatti, ci si è solo dentro.”

Tutti i racconti sono attraversati da un profondo male di vivere, un dolore sordo e inafferrabile che solo le incombenze della vita di tutti i giorni sembrano poter lenire, almeno per un po’. L’unico palliativo a questa tristezza e inquietudine di fondo sembrano essere i gesti quotidiani e ripetitivi, un sopravvivere lento e meccanico senza troppi pensieri, un’esistenza simile a quella degli insetti e degli animali. Mangia, dormi, riproduciti, muori. Non pensare, non ricordare, fa troppo male.

Consigliato!

In collaborazione con Bompiani.

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