Consigli lesti e onesti

“Le sette morti di Evelyn Hardcastle” – S. Turton

CASA EDITRICE: NERI POZZA

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: € 18,00

PAGINE: 448

TRADUZIONE: FEDERICA ODDERA

“A un tratto ho la sensazione di recitare in una commedia in cui tutti conoscono la propria parte tranne me”. 

Rivivere più volte un particolare giorno della propria vita. Chi non lo ha mai desiderato? Il giorno del proprio matrimonio, la nascita di un figlio, la fine degli esami, quella sera d’estate in cui tutto è stato perfetto, quella volta in cui hanno accettato il progetto per cui hai tanto lavorato, gli ultimi momenti con una persona cara…

Ecco.

Dimenticate tutto ciò.

In questo libro siamo costretti a rivivere come un disco inceppato una giornata sconvolgente e orribile, assieme alla voce narrante.

Tutto si svolge a Blackheath House – la labirintica e decadente tenuta di Lord e Lady Hardcastle – prima, dopo e durante il ballo in maschera al quale partecipa la crème della società. Abbiamo un omicidio (o magari più di uno?), indizi da raccogliere, persone da interrogare, qualcuno alle calcagna che tenta di ostacolarci e che va seminato a tutti i costi. 

Sì, ci sono tutti gli elementi di un giallo. 

Siamo però obbligati a rivivere questa fantomatica giornata – in balìa del destino e apparentemente sprovvisti di libero arbitrio – in un corpo sempre diverso finché il mistero non sarà risolto, vittime inermi di un gioco sadico e impossibile da non paragonare al Cluedo – e, perché no, ai videogiochi di ruolo in prima persona, dove il nostro avatar vaga, interagisce con vari non player characters e tenta di raggiungere il proprio obiettivo. 

Perché? Com’è possibile? E chi è il burattinaio che si cela dietro questo enigma? 

“Se non siamo all’inferno, certamente il diavolo sta prendendo appunti”.

Grottesco e surreale giallo/thriller psicologico che mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine, anche se non mancano parti più lente che tendono a rallentare un po’ il ritmo, passaggi – a mio avviso – messi ad hoc da Turton per creare una sorta di montagna russa emotiva che tiene in pugno il lettore.

Il mistero si dipana, si attorciglia, si ingarbuglia e si infittisce sotto i nostri occhi, pagina dopo pagina, indizio dopo indizio, rendendo questo atipico romanzo una lettura impossibile da abbandonare.

La quarta di copertina e la sinossi presentano troppi particolari, secondo me, come l’identità della voce narrante, rivelata invece nel romanzo solo verso la metà. Personalmente ho voluto dare un’idea generale senza svelare nulla, perché il bello di questo libro è proprio non avere idea di cosa stia succedendo – proprio come accade al personaggio di cui seguiamo le vicende – e scoprirlo man mano che si va avanti nella lettura.

“La certezza è la prima cosa di cui mi abbia privato Blackheath”.

Preparatevi a un trip che vi inchioderà alla poltrona, tenete gli occhi bene aperti e… non fidatevi di nessuno!

In collaborazione con Neri Pozza.

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