Consigli lesti e onesti

“Come muoversi tra la folla” – C. Bordas

CASA EDITRICE: SEM LIBRI

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €18,00

PAGINE: 299

TRADUZIONE: G. COSTIGLIOLA

La voce narrante del romanzo di Camille Bordas è Isidore Mazal – detto Dory, anche se lui preferisce Izzie – ultimo di sei figli, unico cicciottello e ordinario in una famiglia disfunzionale di cervelloni e wunderkinder.

“Quanto a prendersi cura di me e del papà, quando saremo vecchi […], non ce li vedo proprio i tuoi fratelli e sorelle che vengono ad accudirci. Senza offesa per loro ma… non sono davvero in grado di accudire nessuno. Non hanno una gran sensibilità. Proprio al contrario di te.”

Si capisce da subito, infatti, quanto la sensibilità di Isidore sia altamente superiore rispetto all’intelligenza fuori dal comune dei fratelli e delle sorelle: l’ultimo della famiglia è empatico e proiettato verso il mondo e i rapporti umani tanto quanto questi enfants prodiges – saccenti, totalmente inadatti alla vita sociale, abbarbicati nel proprio nido familiare – sono concentrati sullo studio e su se stessi.

“’A volte ho l’impressione di aver tirato su una nidiata di piccoli misantropi” commentò [la madre]. ‘Siete tutti così intolleranti. Alzate il naso dai libri solo per criticare il resto del mondo.’ Poi si volse verso di me e aggiunse: ‘Naturalmente a parte te, Dory caro.’”

Nella sua famiglia, infatti, la “normalità” è essere diversi, eccellere, distinguersi dalla folla, mentre la “non normalità” è essere come la gente comune. La diversità dei fratelli di Izzie, però, non è così dorata e privilegiata, anzi, è sinonimo di solitudine e inettitudine e rasenta quasi l’autismo. La stessa Aurore – una delle sorelle del protagonista – finiti gli studi e trovatasi a fare i conti con la vita reale al di fuori del “comodo bozzolo universitario”, afferma: “qualcuno dovrebbe spiegarmi come dovrebbe essere adesso la mia vita. Perché dopo il dottorato si smette di avere dei docenti?”. Questi geni bambini sono consapevoli della loro condizione di inadeguatezza alla vita e, crescendo, si rendono conto con lucida disperazione che non tutto si impara sui libri e che la vita vera è altro.

Tra goffi tentativi di fuga, amicizie traballanti, incertezze, disillusioni, bullismo e lutti, Izzie vive con consapevolezza, ironia e disincanto la sua giovinezza da outsider.

“Volevo sentirmi padrone di me stesso. Essere diverso. Cioè, non avevo altra scelta che essere diverso (non ero intelligente né bello come i miei fratelli e sorelle) ma non sapevo bene come.”

Lo stile ironico, cinico e pungente dell’autrice incanta, la scrittura fluida e mai noiosa coccola pagina dopo pagina.

Il libro della Bordas è un brillante e toccante romanzo di formazione che ha come lente gli occhi, l’universo interiore e le impressioni di Isidore, un personaggio a cui ci si affeziona e – perché no – nel quale ci si immedesima. Un giovane in cerca di sé stesso e della propria identità in una realtà asfissiante caratterizzata da adulti ancora immaturi e ragazzi esageratamente adulti. L’unico in famiglia realmente forte e resiliente. L’unico ragazzo Mazal davvero interessato al mondo esterno e al modo migliore per “muoversi tra la folla”.

STUPENDO E STRACONSIGLIATO!

In collaborazione con SEM Libri.

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