Consigli lesti e onesti

“Ferryman” – C. McFall

CASA EDITRICE: FAZI EDITORE

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €16,00

PAGINE: 297

TRADUZIONE: D. Rizzati

Treno Glasgow-Aberdeen. La quindicenne Dylan è impaziente di rivedere il padre dopo anni e l’ultima cosa che a cui pensa è di morire. Un tragico incidente ferroviario, però, strappa alla vita la ragazza, che si ritrova in una specie di proiezione distorta della Scozia insieme a Tristan, un misterioso ragazzo che la intima di seguirlo e che nasconde una verità più grande. Il giovane biondo dagli occhi blu cobalto, infatti, è il Ferryman del titolo, il Traghettatore, colui che ha il compito di accompagnare le anime attraverso la terra desolata, popolata da mostri e ponte tra il mondo dei vivi e l’aldilà vero e proprio. Cosa succederà durante la traversata di questo pericoloso e inospitale limbo?

A volte mi prende una certa nostalgia e mi sale una voglia pazzesca di leggere qualche fantasy YA alla maniera di Twilight. Non pensavo però che avrei letto un libro COSÌ simile al bestseller di Stephenie Meyer! “Ferryman”, infatti, sin dalle prime pagine, rimanda tantissimo ad alcune tematiche e funzioni narrative trattate nella suddetta saga vampiresca:

– tipica ragazza degli young adult, goffa, sbadata e inconsapevole della sua bellezza;

– genitori divorziati e trasferimento della protagonista a casa di uno dei due (do you remember l’introversa e outsider Bella Swann che va a Forks a trovare papà Charlie?);

– ragazzo bello, affascinante e misterioso che non è ciò che appare e ha qualcosa da nascondere;

– esseri sovrannaturali, amori impossibili, demoni, storia d’amore che cerca di vincere la morte.

Sì, certo, la trama poi – inevitabilmente – si discosta e prende tutta un’altra strada, però devo ammettere che mi aspettavo molto di più.  Il libro della McCall ha una sua personalità, il world building è interessante, la scrittura molto semplice e scorrevole. È stata senza dubbio una lettura godibile. Devo dire però che, come primo libro di una trilogia, risulta parecchio sottotono, ci sono pochissimi personaggi per tutto il romanzo, nemici e difficoltà sono troppo banali e troppo facili da superare. Tutto ciò mi ha convinta poco. E mi dispiace, perché avevo molte aspettative da questa annunciata  e fantomatica “riscrittura del mito di Caronte”.

Questo primo capitolo, quindi, per me è un NO, ma sono comunque curiosa di sapere come verrà sviluppata la storia di Dylan e Tristan nei seguiti.

In collaborazione con Fazi Editore.

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