Consigli lesti e onesti

“La mantella rossa” / “La gatta della regina” – D. Calamai, M. Calamai de Mesa

LA MANTELLA ROSSA – D. Calamai, M. Calamai de Mesa

CASA EDITRICE: La Lepre Edizioni

COLLANA: Visioni

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

PREZZO DEL CARTACEO: €22,00

PAGINE: 308

“Tutto stava cambiando, anche le distanze: d’improvviso con la scoperta delle Indias il mondo si era fatto più piccolo.”

Come ci insegnano a scuola, il 1492 è l’anno in cui Cristoforo Colombo, sovvenzionato – tra gli altri – dai Re Cattolici spagnoli, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, approda casualmente sulle spiagge delle odierne Bahamas, rivoluzionando rotte commerciali, filosofie, società e l’intera Weltanschauung medievale.

Ma il 1492 è un’annata memorabile per la Spagna anche per la Reconquista, la lotta centenaria per la liberazione dagli Arabi. Questi ultimi infatti riescono a entrare nella penisola iberica nel 711 d. C. attraverso lo stretto di Gibilterra. Il regno dei Visigoti – presenti sul territorio fin dal V secolo – è ormai debole e i mori non trovano grande resistenza – gli Ispanici riescono a “salvare” solo alcune zone, soprattutto al nord. Da quel momento, la Spagna diviene un incredibile potpourri di culture ed etnie. Moros, cristianos e judíos convivono e si mescolano – non senza conflitti – fino al XV secolo quando, dopo quasi ottocento anni di guerra, la corona spagnola riconquista l’ultimo regno rimasto in mano agli Arabi: Granada. La penisola iberica, per centinaia di anni emirato, califfato e sultanato arabo, torna infine in mano cristiana e assiste all’ascesa di un rigido dogmatismo religioso. 

I moros vengono cacciati e gli ebrei, da sempre vessati dai cristianos, vedono rafforzarsi la morsa dell’Inquisizione (nata nel 1478 e attiva contro di loro già dal 1480), che li costringe, a seguito del Decreto dell’Alhambra, a scegliere tra la conversione e l’espulsione dal paese. Nemmeno i judíos conversos, però, sono immuni da persecuzioni: vengono perennemente tenuti d’occhio, accusati di praticare riti proibiti e atti di stregoneria e, molto spesso, giustiziati.

Questo frenetico mondo in evoluzione è la cornice di La mantella rossa, romanzo storico che nasce dal desiderio di Marco Calamai de Mesa e Domitilla Calamai – padre e figlia – di ricostruire una parte importante e illustre del proprio albero genealogico. La loro famiglia, infatti, discende da Diego de Mesa, personaggio di spicco del XV secolo, hidalgo che, con la spedizione cristiana, sconfisse gli indigeni guanche e conquistò Tenerife. Attorno a questo antenato, i due scrittori hanno costruito una cerchia di personaggi vivida, realistica ed efficace.

Il sole cocente di Jerez de la Frontera, in Andalusia, illumina la contrastata storia d’amore tra l’aristocratico Diego – discendente di un’antica stirpe di cavalieri cristiani – e Clara, figlia dell’ebreo converso Carlos Fonseca. Un anno dopo essersi conosciuti, il giovane – cresciuto con il mito del Cid Campeador e desideroso di eguagliare le gesta dei suoi avi – parte per Tenerife con la flotta cristiana per riconquistare l’isola, scacciare gli infedeli e ottenere il suo posto al sole. Clara e la sua famiglia, nel frattempo, devono affrontare i pericoli derivanti dall’essere ebrei conversi in un paese sempre più sottoposto al pugno di ferro dell’Inquisizione…

 

LA GATTA DELLA REGINA – D. Calamai, M. Calamai de Mesa

CASA EDITRICE: La Lepre Edizioni

COLLANA: Visioni

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO DEL CARTACEO: €20,00

PAGINE: 222

Seguito ideale de La mantella rossa ma storia indipendente e alla quale ci si può avvicinare anche senza aver letto il suddetto, La gatta della regina vede svilupparsi le vicende dei tre fratelli Mesa. 

Circa vent’anni dopo gli accadimenti che hanno visto protagonisti Diego e Clara, ci troviamo a fare la conoscenza dei loro forti, orgogliosi e appassionati figli, ognuno dei quali ha una determinata propensione e attitudine: Juan, curioso e avventuroso, eredita dal nonno e dalla madre la passione per la botanica e la scienza: passa infanzia e giovinezza tra libri, laboratorio ed esplorazioni dell’isola alla ricerca di piante, semi e foglie per i suoi esperimenti e disegni. Arriva per lui il momento di varcare i confini di Tenerife e, sospinto dagli alisei, arrivare al Nuovo Mondo e mettere alla prova le sue conoscenze; Álvaro, portato per gli affari, riceve una proposta unica da Francesco Parodi, facoltoso banchiere genovese amico di famiglia; Inés, profondamente legata alla sua isola natale e desiderosa di libertà e indipendenza, parte per Tordesillas per divenire dama di compagnia nientemeno che della regina Giovanna La Pazza. Qui deve poi districarsi tra giochi di potere, intrighi e rivolte contro l’imperatore Carlo V. 

“Con la sua vivida intelligenza e la sua sensibilità, la giovane non poteva evitare di porsi interrogativi sulla Storia oltre che sul presente, senza passivamente assimilare a pur autorevole visione altrui.”

Tutti loro sono pervasi dal desiderio di affrancarsi dall’amata ombra dei genitori e dalla necessità di affermare la propria identità. 

Parallelamente ai cambiamenti che avvengono nelle esistenze di questi tre giovani di belle speranze, assistiamo all’evoluzione epocale di un mondo senza più confini. Seguendo le vie che il destino mette di fronte ai Mesa, abbiamo la possibilità di vivere il mutamento della società del XVI secolo, un periodo di fermento, connessioni e scambi mai sperimentati tra terre e culture, commerci quasi globali, imperi in espansione, schiavismo, corsa alla conquista e colonizzazione delle Indias e di tutte le fantomatiche ricchezze di cui i miti parlavano: i conquistadores erano mossi da leggende come la città di El Dorado, o la paradisiaca Califerne citata da poemi cavallereschi spagnoli e italiani – toponimo che evolverà poi in California – o, addirittura, dalla speranza di raggiungere la fonte dell’eterna giovinezza e il paradiso terrestre. Il mondo ormai non finiva più allo stretto di Gibilterra ma si estendeva sconfinato e la distesa oceanica non faceva più paura.

“Questo è un tempo in cui ogni giorno si scoprono cose straordinarie e i vecchi equilibri appaiono quasi impossibili da mantenere.”

 

Quando trovo romanzi storici così avvincenti e ben scritti vado in brodo di giuggiole. Ho notato con piacere il lavoro certosino e attento di ricostruzione storica che gli autori hanno attuato. Ho amato inoltre la prosa godibile, vibrante e poetica. Non posso quindi che consigliare questi due testi, una saga familiare appassionante in un contesto storico davvero interessante e tutto da scoprire, con tematiche che, purtroppo, trovano riscontro anche nell’epoca attuale (idea di superiorità di una razza rispetto a un’altra, limpieza de sangre, predazione commerciale, odio, repressioni, rivolte, squilibri sociali).

“La storia continua a ripetersi, e l’uomo ha la memoria corta.”

CONSIGLIATISSIMI!!!

Entrambi in collaborazione con La Lepre Edizioni.

3 thoughts on ““La mantella rossa” / “La gatta della regina” – D. Calamai, M. Calamai de Mesa

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