Consigli lesti e onesti

“Minuetto per chitarra” – V. Zupan / “Il Levante” – M. Cărtărescu / “Vani d’ombra” – S. Innocenti

MINUETTO PER CHITARRA – V. Zupan

CASA EDITRICE: VOLAND

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €20,00

PAGINE: 516

TRADUZIONE: P. Raveggi

“Strappo una foglia da un cespuglio: una foglia di nocciolo, verde, fresca, ancora viva. Com’è elaborata ogni nervatura, ogni lamina, ogni cellula. A chi, nel mondo intero, in questo momento ancora interessa una banale foglia di nocciolo? E tuttavia in questa semplice foglia c’è talmente tanto di incomprensibile.”

Ancora una volta, grazie a Voland e ai consigli di un ufficio stampa straordinario, sono uscita dalla mia comfort zone per approcciarmi ad un romanzo che – per le tematiche trattate – difficilmente avrei scelto di mia iniziativa ma che, come altri titoli di questa casa editrice, mi ha stupita e colpita al cuore.

Non sono una grande amante di storie ambientate durante la seconda guerra mondiale, devo ammetterlo, ma stavolta mi sono trovata ad affrontare una parte di questo conflitto che non sempre viene studiata a scuola: la resistenza slovena e la frammentazione della Jugoslavia. 

Spagna, anni Settanta. Il casuale incontro con l’ex ufficiale tedesco Joseph Bitter riporta con la mente il protagonista, Berk, alla Seconda guerra mondiale, in particolare i primi anni Quaranta, decade cruciale per la Jugoslavia e, di conseguenza, per la Slovenia, Heimat della voce narrante, patria occupata dai nazisti. Le conversazioni esistenziali tra i due uomini, sviluppate durante una corrida, uno spettacolo acquatico o al restaurante, vanno a dare l’input alle reminiscenze. Berk e Bitter, due soldati di fronti opposti che, col senno di poi e con “tutta l’acqua passata sotto i ponti” dalla fine della guerra, comprendono quanto i conflitti siano inutili e dolorosi per entrambe le parti. Non ci sono vinti o vincitori, rimane solo il dolore, la perdita, le morti che potevano essere evitate.

“Entrambi, Bitter e io, ci siamo sentiti all’istante immersi in quella guerra, nell’intera guerra, durata anni e anni, eppure è stato un solo fuggevole attimo.”

In un continuo ping pong tra passato e presente, nuotiamo tra i pensieri ed elucubrazioni di Berk partigiano e tra i ricordi e considerazioni di Berk anziano.

“Non si esagera nel dire che l’uomo, l’individuo, in un solo attimo può rivedere tutta la propria vita in una specie di film interiore”.

Il linguaggio ragionato – a volte quasi sperimentale e postmoderno – varia in base alla situazione e al personaggio ed è infarcito magistralmente da citazioni colte (es: Machiavelli, mitologia greca, letteratura russa) o da espressioni triviali e “basse”.

Stupende e universali le riflessioni sull’insensatezza della guerra e sugli errori del passato che dovrebbero fungere da exempla da non ripetere ma che poi, inevitabilmente, l’uomo continua a commettere imperterrito.

“Noi due, mio caro Bitter, in questa guerra contavamo come il due di picche. Noi due, seduti da qualche parte in Spagna riflettiamo e ci chiediamo: ma che cosa è successo in realtà?”.

“Minuetto per chitarra” è un romanzo di ricordi, dolore, atrocità e ingiustizia di quella sinfonia lugubre e mortifera che è la guerra.

“Quanti ne sono morti, quanti membri della famiglia, compagni di scuola, conoscenti e amici… Ma uno continua a portarli dentro di sé, come se ci fossero sempre… E invecchia con loro, loro invece restano giovani… […] “La guerra è anche una danza, Serafim. Si dice infatti, è cominciato il ballo della guerra. Un minuetto. Accompagnato da una chitarra a venticinque colpi.”

Ho apprezzato tantissimo la postfazione di Patrizia Raveggi, traduttrice e curatrice del libro, che ha approfondito in maniera puntuale il quadro storico e le tematiche trattate da Zupan, aggiungendo anche una breve sintesi della vita dell’autore – personalità eccentrica e memorabile che ha vissuto tante vite diverse (scrittore, partigiano, boxeur, muratore…). Zupan, di nascita sloveno, nell’animo cittadino del mondo, viene definito dalla Raveggi come “un eccentrico mai inseritosi nei grandi flussi storici del suo tempo, un ribelle perennemente contro ogni sistema sociale, dandy e viveur, vagabondo e bohémien”. L’artista Dušan Jovanovíc lo paragona addirittura al Voland del Maestro e Margherita e aggiunge che Zupan era sempre affiancato da “una qualche giovane bellissima e selvaggia gattina. Di figure simili non ce n’erano tra gli scrittori sloveni.” Un autore tutto da scoprire, insomma.

Consigliato!!!

 

IL LEVANTE – M. Cărtărescu

CASA EDITRICE: VOLAND

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €17,00

PAGINE: 221

TRADUZIONE: B. Mazzoni

“O Levante, o fantasticheria senza inizio e fine”

In questo libro, lo scrittore rumeno Cărtărescu ci delizia con l’epopea postmoderna del guerriero Manuil, un’opera mondo, un trip assurdo e poetico che, fin dalle prime righe, strizza l’occhio ai poemi epici greci. Davanti al vocativo “O Levante” come non pensare al “Cantami, o Diva” di omerica memoria? Infatti, la storia è divisa in canti e, almeno una volta, l’autore/narratore – che si rivolge direttamente ai protagonisti e al lettore in una sorta di captatio benevolentiae, rompendo così gli schemi e la finzione narrativa – coinvolge proprio la Musa, come un novello aedo. 

Manuil, coraggioso eroe e poeta romeno, insieme alla sua eterogenea banda, viaggia per terra e per mare e combatte per la liberazione del suo popolo dai Fanarioti, principi e amministratori dell’impero ottomano.

“- D’accordo, diciamo pure che rapiamo quel vampiro del Voivoda. E poi?

– Lo ammazziamo, vendicando in questo modo le sofferenze del nostro popolo oppresso.

– E poi?

– Poi verrà da sé un secolo d’oro, i romeni abbatteranno il giogo della perfida tirannia e si riterranno come fratelli nel loro paese. La nazione rimarrà, mentre ciò che è straniero scomparirà.”

Lo stile è magnetico, altisonante, lirico, a tratti onirico. La prosa poetica si impreziosisce con componimenti in versi e citazioni dalla mitologia greca, dando alla storia il retrogusto grandioso dell’epica. Il linguaggio è ricercato, fastoso e ricco di termini eruditi e colti, cosa che permette di entrare perfettamente nello spirito dei fatti narrati (es. “Sul ponte del caicco i palicari s’erano messi al riparo dietro i cabestani“).

“Ci sono molti fiori al mondo, ma pochi danno frutto, ci sono molte perle che splendono sotto il cielo, ci sono molte donne con gli occhi neri e le ciglia folte, non c’è nessuna però che assomigli alla donna romena dei montuosi Carpazi!”

Siamo in Europa, nel Glorioso Levante, ma non ci sono indicazioni temporali. L’epoca è nebulosa, volutamente non detta, piena di sincretismi ingannevoli tra mondo antico e moderno.

Volete tuffarvi in un viaggio epico ricco di avventure, amori, leggende, fantasmi, donne bellissime, voluttuose e fiere, guerrieri frementi e chi più ne ha più ne metta? Allora questa fantasmagoria, questo particolare calderone pieno di Omero, profumi e ambientazioni magiche de Le mille e una notte, citazioni colte e un pizzico di modernità fa al caso vostro!

Consigliato!!!

 

VANI D’OMBRA – S. Innocenti

CASA EDITRICE: VOLAND

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €15,00

PAGINE: 146

Chi, tra coloro che hanno vissuto la propria infanzia in campagna o in un piccolo paese di periferia, non ricorda quelle torride estati infinite, quei tre mesi interminabili scanditi da folli corse in bicicletta su stradine impervie, nascondino fino a tarda sera, ginocchia sbucciate, scambi di figurine, litigate immense e immediate riappacificazione? 

Michele Maestri, tredici anni, quell’estate non si accontenta di tutto ciò. Lui vuole di più. Lui vuole Vedere. Quello che sembra essere un innocente e intrigante passatempo, però, porta Michele a vivere l’esperienza più traumatizzante della sua vita, momento che lo segnerà in modo indelebile. 

“I muri dei paesi, i muri del mio paese, devono restare intonsi, non si deve sapere nulla di quello che accade dentro.”

La prosa di Innocenti è dura, onesta, cruda, cervellotica e ci porta senza filtri nella mente di Michele a tredici anni, a diciassette, ventinove, trentaquattro, attraverso un lungo soliloquio o stream of consciousness del protagonista che ripercorre la sua vita, le sue turbe, i suoi tormenti, i suoi amori in relazione a quell’indicibile trauma.

Quello che inizia come il racconto di un’estate pigra e annoiata, prosegue in un crescendo di ansia, follia e ossessione, fino ad arrivare al fatidico epilogo.

Consigliato.

Tutti e tre in collaborazione con Voland Edizioni.

5 thoughts on ““Minuetto per chitarra” – V. Zupan / “Il Levante” – M. Cărtărescu / “Vani d’ombra” – S. Innocenti

      1. Non preoccuparti, succede anche a me: ad esempio, nel mio ultimo post ho ripetuto “commovente” almeno 3 volte! 🙂

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