Consigli lesti e onesti

“La pallottola in cerca dell’eroe” – A. Kurkov

CASA EDITRICE: Keller Editore

COLLANA: Passi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO DEL CARTACEO: €18,50

PAGINE: 359

TRADUZIONE: R. Mauro

“D’un tratto realizzò che erano in due a cercare la stessa persona: la pallottola per ucciderla allo scopo di porre fine al proprio volo, lui per condurla in paradiso alla conclusione naturale della sua vita e far cessare così i propri tormenti. Il problema, dunque, era anticipare la pallottola, ma in che modo?”

La pallottola in cerca dell’eroe è il terzo libro della trilogia slegata chiamata Geografia di uno sparo solitario, di cui fanno parte Il vero controllore del popolo e L’indomito pappagallo.

L’eroe in questione è Pavel Aleksandrovič Dobrynin, l’uomo più limpido e onesto dell’Unione Sovietica. Integerrimo, consapevole dell’importanza del suo ruolo di controllore del popolo, votato alla patria, amante dei racconti su Lenin. Il fulcro della storia è lui ma il romanzo si presenta più come una polifonia di tanti personaggi che, con le loro vicende, vanno a creare un tessuto ampio e variegato. Infatti, mentre un angelo e una pallottola stanno cercando Dobrynin – il primo per portarlo in paradiso, la seconda per colpirlo e terminare finalmente il suo volo iniziato due libri prima – vediamo snodarsi diverse sottotrame che ci danno una visione a tutto tondo del Paese dei Soviet, con irriverenti ed emblematici spaccati di vita.

“Dopo i sei giorni lavorativi sopraggiungeva la domenica, dopo l’esecuzione del piano del primo trimestre si attaccava quella del secondo, ed era poco probabile che si sarebbe colta della discontinuità in questo monotono movimento universale se non si fossero visti i bambini crescere e i vecchi morire.”

Intrighi di potere, autocelebrazione governativa, corruzione a go go, spionaggio, matrimoni postumi e sposalizi sugli Urali, beghe burocratiche, missive a Lenin in pensione, un pappagallo colto che incontra uno scrittore, progetti supersegreti… 

Kurkov brilla grazie alla sua satira godibile ma pungente, alla sua inarrivabile verve e al suo humor graffiante. Con sagacia e ironia, riesce a scoperchiare e mettere a nudo i pregi e, soprattutto, i difetti della storia sovietica. Il tutto condito con una bella spolverata di realismo magico che non guasta mai e – anzi – arricchisce rendendo la materia ancora più emblematica e significativa.

Consigliato!

In collaborazione con Keller Editore.

PS: dello stesso autore ho amato Picnic sul ghiaccio, che ho recensito qui!

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