Consigli lesti e onesti

“Picnic sul ghiaccio” – A. Kurkov / “Il grande amore di mia madre” – U. Widmer

PICNIC SUL GHIACCIO – A. Kurkov

CASA EDITRICE: KELLER EDITORE

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

PREZZO DEL CARTACEO: €17,00

PAGINE: 277

TRADUZIONE: ROSA MAURO

“L’autunno è la stagione ideale per scrivere necrologi. Il tempo dell’appassimento, della tristezza, delle considerazioni sul passato.”

Cosa ci fanno insieme uno scrittore talentuoso ma da sempre rimasto “in potenza” e un malinconico e tenerissimo pinguino domestico? No, non è l’inizio di una barzelletta. È la situazione che ci si presenta cominciando questo spiritoso, divertente e intelligente libro dell’ucraino A. Kurkov.

“Lui era andato a prendersi un pinguino reale, la ragazza l’aveva mollato giusto una settimana prima e si sentiva solo. Non che il pinguino avesse risolto la questione della compagnia. Aveva portato con sé la propria solitudine, affiancandola alla sua, di conseguenza nella loro convivenza a due si era instaurato più un rapporto di dipendenza reciproca che di amicizia.”

L’uomo Viktor e il pinguino Miša, coppia improbabile di solitudini che si tengono compagnia e tirano a campare, in una Kiev post-sovietica alle prese con la creazione della propria indipendenza, una città frenetica, malsana, corrotta e malinconica che galleggia su un fiume di vodka e criminalità.

“Tempi difficili per l’infanzia, considerò. Un Paese tremendo, una vita così tremenda da non volerla nemmeno comprendere. L’unica aspirazione: sopravvivere…”

E Miša non sarà l’unico animale con cui Viktor dovrà fare i conti: dovrà infatti occuparsi – sotto pseudonimo – di quelli che nel gergo giornalistico vengono chiamati “coccodrilli”, ossia necrologi, articoli commemorativi. Nel caso del nostro protagonista, però, riguarderanno persone famose ancora in vita.

“Ma il trucco stava proprio lì: visto che ciascun defunto fino a un attimo prima della dipartita era vivo, lui doveva mantenerne quel calore destinato a spegnersi. Non era il caso di essere troppo lugubri.”

Saranno però proprio questi necrologi ad innescare una serie di circostanze strane, morti, complotti, inseguimenti. Riuscirà Viktor a vincere la sua inedia e sopravvivere a questo macabro gioco più grande di lui? 

A suon di mini capitoli agili e veloci (quanto mi piacciono!), Kurkov ci delinea un thriller irriverente e scorrevole ma non per questo privo di tematiche dure e profonde. La sua capacità sta proprio nel riuscire a rendere situazioni difficili (mafia, ricatti, corruzione, malasanità ecc) in maniera ironica, satirica e disillusa.

“Ho un amico macellaio che dice sempre: brindiamo affinché non ci vada peggio. Il meglio, l’abbiamo già avuto.”

SUPER SUPER SUPER CONSIGLIATO!

 

IL GRANDE AMORE DI MIA MADRE – U. Widmer

CASA EDITRICE: KELLER EDITORE

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €15,50

PAGINE: 159

TRADUZIONE: ROBERTA GADO

Siamo in Svizzera, primi del Novecento. Clara e Edwin si incontrano. Lei, affascinante rampolla di un’abbiente famiglia di nuovi ricchi di origini italiane; lui, completamente votato alla musica ma troppo povero – e privo del diploma di maturità – per poter frequentare il Conservatorio.

Non è tutto oro ciò che luccica e la ricchezza in cui Clara vive non mitiga la sua estrema sensibilità e il suo profondo male di vivere – dati da un’atmosfera familiare opprimente e da un padre padrone distante e severo – che si manifestano attraverso preoccupanti stati di catatonia, crisi che la accompagnano per tutta la giovinezza. Trova il suo ossigeno e via di fuga nel carismatico, opportunista e autoreferente Edwin, che la “assume” come tuttofare nella sua orchestra di giovani promesse. 

In questo breve ma intenso romanzo, la voce narrante – lo stesso Widmer – ci racconta esattamente e semplicemente ciò che il titolo declama: il grande amore di sua madre, un amour fou avvilente, univoco e tormentato che Clara si trascina dolorosamente per tutta la vita.

Due sono gli amori che emergono dalle pagine del libro di Widmer, i pilastri che mantengono tutta la narrazione: l’amore non corrisposto e abbacinante di Clara per Edwin e l’amore assoluto di quest’ultimo per la musica. 

La storia, a metà tra realtà e finzione, si snoda per tutto il Novecento – attraverso salti temporali, ricordi e agili digressioni – scorre bene e si fa leggere che è un piacere.

Consigliato!

PS: l’incurante Edwin è un personaggio che odierete, vi avverto!

In collaborazione con Keller Editore.

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