Consigli lesti e onesti

“Il libro della creazione” – S. Blau

CASA EDITRICE: Carbonio Editore

COLLANA: Cielo Stellato

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO DEL CARTACEO: €16,50

PAGINE: 279

TRADUZIONE: E. Loewenthal

“Non c’è dubbio che lo specchio sia un’invenzione satanica. Del resto, l’inferno altro non deve essere che un corridoio fatto di specchi, dove vengono gettati gli umani nudi, condannati a riflettersi eternamente, volti e corpi, no?”

Complessata, oberata da parenti oppressivi, eternamente comparata alla bella e perfetta cugina Nilli, la trentenne Telma, insegnante di liceo, vive un’esistenza tronca, sterile, senza nessun tipo di ambizione.

Dalla prima all’ultima pagina siamo nella testa della donna e con lei viviamo pensieri reconditi, emozioni strabordanti, suggestioni che rasentano le allucinazioni, desideri ancestrali e primigeni. Per non parlare di immagini, odori e sensazioni potenti, magnetici, a tratti respingenti. Alcune parti risultano quasi sgradevoli e disturbanti, proprio per trasmettere la claustrofobia e l’asfissia provate dalla protagonista all’interno della sua famiglia ebrea ortodossa, legata indissolubilmente alla religione e a riti insindacabili.

“Nonna Gerta: mi ha insegnato lei ad essere egoista e meschina come mi pare, in questa maledetta quotidianità, in cui conto come una serva, e adesso lei se n’è andata all’altro mondo e mi ha lasciata a marcire da sola.”

La sua vita piatta e castrata prende una piega drammatica con la morte della cara nonna Gerta, l’unica in famiglia che sembrasse tenere davvero a Telma. La defunta, eroina della resistenza durante la rivolta del ghetto di Varsavia, lascia un pesante fardello sulle spalle della nipote, un potere arcano, inimmaginabile. 

“In questo libriccino, cui sei tanto affezionata, si trova l’idea che delle combinazioni di lettere possano formare mondi, e creare vita. Ogni lettera che pronunciamo stupidamente, insensatamente, con cattiveria, ingenuità o indifferenza, ogni lettera crea qualcosa.”

Come Adamo, nella Genesi, venne creato dal fango, così Shaul, il golem, viene modellato dalla terra attraverso le mani, la volontà e le parole della protagonista che sembra essere da sempre destinata a ciò – la sua prima parola a quattro anni è stata “Uomo!”. Per tutta la vita Telma sentiva di essere sull’orlo del precipizio, che qualcosa ribolliva ed era in procinto esplodere in lei e, con questa creatura, spera ora in una rivalsa sulla famiglia e sul suo destino avverso.

“I nostri occhi sono concentrati su una grande figura riversa ai nostri piedi. Un’ora prima era ancora un mucchio di terra sgranata, mentre ora questa immagine… questa immagine è di figura umana.”

Blau non ci mostra solo la creazione della mitologica figura del golem ma anche e soprattutto la simbolica nascita della stessa Telma e del suo potere, latente e oppresso per troppo tempo. La donna però non è stata “addestrata” a dovere, non riesce a convogliare e direzionare l’autorità e le giuste parole atte al controllo di un essere del genere. Il suo background di incertezze, dolore, sconfitte e sottomissione la sovrasta e non la rende capace di gestire un qualcosa di tali dimensioni.

“Maneggi forze che non conosci, forze di esecrazione e distruzione. Porterai una disgrazia su tutti noi!”

È interessante notare che il titolo originale del romanzo (oltre a The Book of Creation) è Yetzer Lev ha-Adamah, frase della Bibbia ebraica e della Genesi che si può tradurre con “l’immaginazione del cuore dell’uomo [è] malvagia”. Il termine yetzer hara è l’inclinazione congenita a fare il male, violando la volontà di Dio, un abuso di cose necessarie alla sopravvivenza.*

La protagonista de Il libro della creazione – sola, delusa, bisognosa d’amore, affamata di vita ma intrappolata in un’atmosfera ultra conservatrice e inibente – pecca proprio di yetzer hara: cerca di vincere le sue stesse paure e ritrosie, veste i panni del Creatore e tenta di plasmare da sé l’esistenza che sogna e che la vita le nega.

Particolare, profondo e innovativo. Consigliato!

In collaborazione con Carbonio Editore.

 

* Da Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Yetzer_hara

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