Consigli lesti e onesti

“Rosso di Tiro, blu d’Oltremare. Una storia fiamminga” – A. Assini

CASA EDITRICE: Scrittura&Scritture

COLLANA: Voci

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO DEL CARTACEO: €14,00

PAGINE: 260

“Che nessun discendente della stirpe di Adamo venga mai messo al corrente dei nostri rimedi.”

Ho già avuto modo di apprezzare la prosa di Adriana Assini con Giulia Tofana. Gli amori, i veleni (edito sempre da Scrittura&Scritture e recensito qui) e, con il qui presente romanzo, l’autrice non delude.

In una brulicante e frenetica Bruges di fine Trecento, otto donne – Greta, Margot, Alix, Rose, Ysengrine, Emmeline, Sebile e Anne – si riuniscono in certe notti in gran segreto. La cosiddetta Compagnia della Conocchia si incontra per confrontarsi, scambiarsi segreti e discutere della società che le circonda, in un’epoca contraddistinta da lotte intestine mirate al rovesciamento del giogo dei “poteri alti” e i continui contrasti e acrimonie tra due fazioni di tintori, quelli della robbia (rosso) e quelli del guado (blu). All’ombra di queste ostilità, l’amore contrastato tra Rose van Triele e Robin Campen. Si potrebbe quasi dire che Rosso di Tiro, blu d’Oltremare è un Romeo e Giulietta in salsa fiamminga. 

“Antiche rivalità, liti e vendette avevano finito per seminare odio fra le diverse famiglie e guastare i rapporti tra le Gilde.”

Come sempre, con un linguaggio ricercato e curato, Assini ci regala immagini vivide, date da pennellate decise (non a caso l’autrice è anche una talentuosa acquerellista). Tra le sue pagine, si succedono ingiustizie, critica della condizione del genere femminile, donne che lottano per l’emancipazione e il rispetto in un mondo in cui, da sempre, vige il patriarcato.

“A che serviva fare la voce grossa? Per cambiare la rivoltante realtà delle cose, la volontà non era sufficiente.”

Le otto donne tentano di fuggire con la mente, anche solo per il tempo di un incontro, dal mondo maschilista e bigotto in cui sono nate, che le incatena a un’esistenza grama e secondaria; ma le tenaci e risolute dame della Compagnia della Conocchia cercano anche una via di fuga vera, progettando una vita diversa, in un luogo tutto al femminile, matriarcale, libero.

“La disobbedienza era un atto di libertà col quale corazzarsi contro i tiranni, dentro e fuori le proprie mura.” 

Consigliato, così come tutto il ricercato e curato catalogo della casa editrice.

In collaborazione con Scrittura&Scritture.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s