Consigli lesti e onesti

“Marie Grubbe” – J. P. Jacobsen

CASA EDITRICE: Carbonio Editore

COLLANA: Origine

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PREZZO DEL CARTACEO: €16,00

PAGINE: 227

TRADUZIONE: B. Berni

“- Ma cosa ne pensate voi dell’amore, bella signorina Marie?

– Io? Considero l’amore come un diamante. Come il diamante è magnifico da guardare, così anche l’amore è delizioso. E come il diamante è velenoso per chi lo inghiotte, così l’amore è una sorta di avvelenamento, un nocivo furore morboso per chi ne viene colto.”

La protagonista di questa splendida storia del 1876 è Marie Grubbe, nobildonna danese realmente esistita a cavallo tra Seicento e Settecento (1643 – 1718), divenuta oggetto di romanzi e opere grazie alla sua vita amorosa fuori dagli schemi dell’epoca. 

“Volevo sciogliermi nelle mie pene o ardere nella mia gioia”.

La Marie quattordicenne che ci accoglie cresce orgogliosa, forte e consapevole nella tenuta paterna di Tjele, nella campagna danese. La seguiamo nell’ambigua e barocca Copenaghen, dalla nobile zia Rigitze, e assistiamo al suo ingresso a corte. La giovane insegue le sue idee e i suoi sentimenti con convinzione e caparbietà, a prescindere dall’approvazione della società in cui vive.

“Per quale motivo spesso, quando era sola e la fantasia si era stancata di dipingere per la millesima volta lo splendore del futuro, le capitava di fissare il vuoto, disperata e smarrita, sentendosi infinitamente sola e abbandonata?”

Che prosa, Jacobsen, che prosa! Notevole la sua capacità di mettere nero su bianco un preciso studio dell’animo di Marie, dei suoi sentimenti e pensieri più reconditi e inconfessabili. Insieme a questa profonda e incisiva introspezione, l’autore ci delizia con una fine ricerca stilistica, un accurato e meticoloso studio delle parole, descrizioni vivide, certosine e dense di malinconia e, dulcis in fundo, con una prosa lirica, raffinata e preziosa come perle lucenti.

“L’odore aspro e dolce delle rose bagnate di rugiada, la fresca asprezza del fogliame appena spuntato e l’odore di vino speziato dell’acero in fiore lo avvolsero da fuori. Una pioggia sottile sottile scendeva dal cielo stendendo sul giardino un’oscurità azzurrina, fremente.”

Cosa troviamo in Marie Grubbe? Questo libro non è solo il racconto della vita della protagonista. È soprattutto un ricamato specchio della società danese del XVII secolo. Soldati valorosi, giovani donne che siedono al tombolo e intonano melodie d’amore alla finestra, banchetti e intrighi alla corte di Copenaghen, amori proibiti, tragedie, popolose e rigogliose tenute e proprietà di campagna, lezioni di portamento e di danza, tempi di pace che seguono i lunghi assedi di guerra, locande e risse, ricche vesti e castelli illuminati dal fuoco delle fiaccole. Per non parlare poi di amori ingannevoli e travolgenti, rovesci della fortuna, felicità fugace, illusioni perdute, sete di vita, di serenità, realizzazione e completezza, ma anche ironia, sprazzi di spensieratezza e voglia di ridere nonostante tutto.

“Si desidera, ci si agita e non c’è speranza con cui confortarsi. Ci coglie qualcosa di così insondabilmente pesante e logorante che il cuore languisce, si è così stanchi nella mente e si desidera non esser mai nati.”

Questo – e altro ancora – impreziosisce le pagine di un romanzo corale che, dopotutto, ha come sottotitolo “Interni del diciassettesimo secolo”.

Nota particolare: come ci illustra Bruno Berni nella sua introduzione, in Jacobsen – primo traduttore danese di Darwin – c’è la coesistenza di due interessi apparentemente opposti ma che emergono perfettamente in questa storia: approccio scientifico e vocazione alla poesia. Marie Grubbe (così come il resto della sua produzione letteraria) sembra essere intrisa della ricerca delle leggi di natura nella poesia e, viceversa, della bellezza nello studio delle leggi naturali.

Amanti dei classici fatevi avanti! Questo è pane per i vostri denti!

CONSIGLIATISSIMO!

In collaborazione con Carbonio Editore.

 

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